Asgardia, la prima Nazione Spaziale ha lanciato il suo primo satellite

 

È grande quanto una pagnotta di pane e contiene solamente mezzo terabytedi dati. Si tratta del primo satellite lanciato il 12 novembre scorso dello Space Kingdom of Asgardia, la cosiddetta nazione spaziale, progetto dello scienziato e miliardario russo Igor Ashurbeyli, fondatore dell’Aerospace International Research Center di Vienna.

 

Lo scienziato russo, infatti, a ottobre del 2016, aveva proposto la creazione di una nuova nazione che sarebbe stata fondata nello spazio per essere fuori da ogni tipo di controllo delle nazioni terrestri. Più precisamente, secondo il sito web del progetto, la nazione spaziale “offrirà una piattaforma indipendente libera da ogni vincolo delle leggi di un Paese sulla Terra.

 

Diventerà un posto in orbita che sarà veramente la terra di nessuno”. L’idea di base è, infatti, proprio quella di creare un nuovo quadro giuridico per lo sfruttamento pacifico dello Spazio, libero da ogni controllo delle nazioni terrestri, oltre ad aprire l’accesso alle tecnologie spaziali e offrire una protezione del nostro pianeta.

E già dall’anno scorso i ricercatori del progetto avevano dichiarato che questa protezione sarebbe avvenuta grazie a un satellite, previsto per essere lanciato appunto proprio nel 2017 e descritto come “uno scudo protettivo per tutta l’umanità dalle minacce naturali per la vita sulla Terra, come detriti spaziali e collisioni di asteroidi”.

 

Tornando a oggi, il piccolo satellite Asgardia-1 contiene principalmente le fondamenta del progetto: la costituzione della nazione, i simboli nazionali e i dati dei suoi 115mila cittadini, tra cui anche foto e messaggi vocali forniti a discrezione degli stessi.

 

Il satellite è stato lanciato esattamente in Virginia, dalla base Wallops Flight Facility della Nasa a bordo della navicella spaziale Cygnus. Proprio quest’ultima è oggi arrivata sulla Stazione spaziale internazionale per svolgere la sua missione primaria (l’ottava per la precisione), ovvero quella di consegnare agli astronauti un carico di 3,4 tonnellate di rifornimenti, tra cui pizza e gelati, e materiali necessari per gli esperimenti scientifici, che permetteranno di studiare per esempio la resistenza agli antibiotici e la crescita dei legumi in microgravità. Tra circa un un mese, Cygnus tornerà verso il nostro pianeta, disintegrandosi nell’impatto con l’atmosfera terrestre. Poco prima, però, avrà il compito di rilasciare il satellite di Asgardia in orbita.

Ashurbeyli nel frattempo sta dialogando con l’Onu per attuare tutti gli step necessari a riconoscere Asgardia come vera e propria nazione e costruire un giorno colonie asgardiane nello Spazio. Già dall’anno scorso, infatti, aveva spiegato al Guardian che nel momento in cui avrebbe raggiunto un numero superiore a 100mila cittadini firmatari, avrebbe fatto ufficialmente domanda alle Nazioni Unite per lo status di stato. Per iniziare, uno dei primi benifici offerti ai cittadini della “nazione” spaziale è la possibilità di caricare i propri dati su Asgardia-1 e custodirli in orbita.

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